Fuggitivi. Razza speciale di sognatori.

Philipp Gilbert had been dropped earlier on the climb, and proceded to chase down the leaders, then immediatly launched a suprise attack which no one could follow. Photo: Tim De Waele | TDWsport.com
Photo: Tim De Waele | TDWsport.com

Arriveranno? Ce la faranno?

Fuggitivi. Razza speciale di corridori. Schegge impazzite e puntuali, si scalzano il plotone di dosso a suon di fatica. Gambe e cuore in avanscoperta, protesi verso speranze di gloria. Enfants du pays, gregari in licenza, giovani in rodaggio, campioni alla ricerca di conferme, promesse mancate bisognose di riscatto. Motivazioni differenti, forze unite nel segno di una possibilità.

Fuggitivi. Razza speciale di sognatori, irriducibili e scalpitanti , spesso abituati all’ esercizio della sconfitta ben più che a quello della vittoria. Che talvolta, però, arriva. Rara ed immensa. Quant’ è vero che ogni successo è combattuto, agognato e guadagnato, quello conseguito da un corridore evaso dal gruppo da l’ impressione d’ esserlo ancor di più.

È una simpatia spontanea e viscerale quella che si prova assistendo agli ultimi colpi di pedale di un corridore che tagli il traguardo per primo in barba al plotone lanciato all’ inseguimento. Sulla linea d’ arrivo, la gioia sofferta dell’atleta braccato dal gruppo si unisce a quella di chiunque si sia gettato in un’impresa temendo di non farcela. Insieme alle braccia del vincitore, si leva al cielo l’ orgoglio di chiunque, a dispetto di ogni avversità, ce l’ abbia invece fatta. Nello sport come nella vita. Meravigliosa e liberatoria catarsi collettiva.

È un sentimento di solidarietà irrefrenabile quello che, ogni volta, ci porta a sperare con ogni forza che la fuga possa arrivare, nonostante l’ incalzare degli inseguitori : Charles Bukowski scriveva;

“la ragione per cui di solito la gente va alle corse è che si è lasciata fottere dal giro di vite, dalla prepotenza del padrone di casa, […]; da tasse, cancro, depressione” e “proprio perché la sconfitta è un’ esigente compagna di strada – gli fa eco un noto giornalista – vorremmo che qualcuno si prendesse il compito di vincere per noi.”

Vorremmo proprio che un uomo in fuga, contro tutto e contro tutti, vincesse anche per noi.

Nel trionfo del fuggitivo, malgrado le previsioni di fallimento, si manifesta la ribellione …..[…]

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Rispettiamo i corridori. Rispettiamo la vita.

CatturaUltimi 200 metri della sesta tappa. La volata appena lanciata si conclude in un pandemonio di bici e corridori scagliati in aria ed aggrovigliati a terra. Tratteniamo il respiro di fronte all’ ennesimo episodio sciagurato che vede questa volta protagonista uno spettatore che, intento a guardare la propria macchina fotografica, intralcia il sopraggiungere dei corridori lungo le transenne. Strike, si potrebbe dire per rendere l’ idea delle conseguenze. Non fosse per il fatto che a rimanere sull’ asfalto non sono birilli ma ragazzi lividi e  sanguinanti che quelle conseguenze le portano sulla pelle.

Davanti a scene così si sente l’ urgenza di urlare la propria indignazione e di rivolgere le seguenti parole a chi difficilmente leggerà. Serva a quel che serva, nella speranza che, prima o poi, una certa consapevolezza possa diventare patrimonio acquisito  dei tanti tifosi che accorrono sulle strade del Giro- e  non solo-.

Lettera aperta ai tifosi – incoscienti- :

“  Caro tifoso ,sia chiaro, il ciclismo non avrebbe lo stesso fascino se mancassi tu a popolare di colori ed di grida  le strade del Giro. Fatti come quello di oggi, però, non possono essere tollerati.

Dovremo partire da lontano: vi è un concetto a prescindere dal quale tutto il discorso mancherebbe di senso. Il rispetto.

Se non ti è possibile intendere questo principio per cui ogni tua azione irriguardosa si lega ad una conseguenza sul prossimo. Allora nulla.

Se non arrivi a comprendere che l’ euforia dell’ evento sportivo non può e non deve sollevare da ogni responsabilità i tuoi gesti e che un atto sciagurato rimane tale. Allora nulla.

Se non riesci a capire che negligenza, incoscienza ed ignoranza non ti scagionano dalle tue responsabilità e non attenuano gli effetti di ciò che causi. Allora nulla.

Qualora, invece, tu abbia compreso il tuo gesto, vale la pena di aggiungere quanto segue: sia tu tifoso assiduo od occasionale, siamo certi che anche tu come noi sei sceso in strada per assistere al passaggio dei corridori attratto dal carattere unico di questo sport: vero, sincero, tangibile ed accessibile. Il ciclismo non sta – in uno stadio, in una vasca, in un palazzetto- . Il ciclismo va – incontro ai tifoso, passando sotto le finestre di casa-.

Il ciclismo è sport di strada: informale, spontaneo e generoso; lascia che il suo popolo, che si accalca lungo il percorso, ne respiri le voci ed i rumori, che ne tragga vive emozioni.

Tifoso che stai fra quella gente scesa sulle strade, spero tu abbia compreso di quale magnifico privilegio sei detentore: assistere al passaggio di una corsa è quanto di più intenso e palpitante tu possa, da sportivo , sperare di vivere.

Se hai provato quest’ esperienza, allora saprai quanto di vero ci sia in questo monito ripetuto  all’ infinito- e mai abbastanza-  in occasione di ogni gara: RISPETTATE i corridori, RISPETTATE la vita.

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Il Giro in Liguria. I luoghi del ciclismo

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Per la quarta volta nella storia la Corsa Rosa ha preso via dalla Liguria; le strade del Giro hanno sfilato accompagnate da scorci mozzafiato su questo lembo di terra incalzato dal mare e strappato ai monti.

Teatro d’ineguagliabile bellezza di imprese sportive passate e future, palcoscenico di quella Milano- Sanremo che ogni anno, nell’ aria soleggiata e frizzante di Marzo, incorona un vincitore consegnandolo alla storia del ciclismo.

Giro d’italiaEsistono luoghi nei quali, più e meglio che in altri, l’essenza più vera del ciclismo si fonde con gli elementi dando origine alla potenza lirica di immagini che, nelle attese che separano partenze ed arrivi, non ci stancheremo mai di contemplare. Frammenti fugaci dell’equilibrio perfetto tra uomo e natura generato dallo scorrere vivace del plotone sul paesaggio maestoso e statico. Esistono luoghi nei quali “il canto doloroso ed inebriante alla fatica” – come amava definirlo Candido Cannavò- di chi pedala si propaga più forte che in altri, trovando il proprio corrispettivo nella bellezza aspra e sublime degli scenari attorno. Esistono “” , e la Liguria ne fa indubbiamente parte. Al pari delle vette alpine. Non meno delle pietre del Nord.

Striscia di arbusti e roccia sottratti ai pendii. Margine tra terra e acqua modellato dai profili nervosi delle scogliere che si gettano a picco nel mare. Terra tenace, autentica, nobile e selvaggia. Insidiosa ed affascinante. Quanto il ciclismo.

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Viviani, prima vittoria al Giro e quell’ indice al cielo

Giro d'Italia

“L’ avete vissuto con me.”  Sono le prime parole di Elia Viviani rispondendo alle domande dei giornalisti dopo il traguardo, quando il fiato è ancora corto e l’ emozione per la vittoria della seconda tappa Albenga- Genova irrompe. Dice bene Elia. Chiunque abbia seguito la carriera del corridore veronese ha ben impressa nel cuore e nella mente l’ evoluzione solida e costante del ventiseienne portacolori della Sky.

Oggi, sul traguardo di Genova, si concretizza il sogno da tempo inseguito, sofferto e sfiorato  di una vittoria al Giro. Prestigioso e ultimo successo dei tanti conseguiti dal veronese, su strada quanto su pista,  dai tempi della Marchiol, formazione veneta Under 23, alle ultime quattro stagioni da professionista.  Due medaglie ai Mondiali su pista ed una vittoria al Dubai Tour davanti a Cavendish solo nella stagione in corso.

Successi straordinari che quasi contrastano  con la figura di un ragazzo umile e composto che proprio dell’ ordinario fa la propria arma vincente: lavoro quotidiano duro e costante, in pista e su strada.  Anche d’ inverno, quando le prove su strada cessano ma non quelle nei velodromi.

Nella dedizione al mestiere del  corridore di Isola della Scala, nei suoi modi decisi e garbati si scorge la stoffa dei campioni veri nei quali i valori di uomo, prima ancora che quelli d’ atleta, non  corrono il rischio di venire eclissati dai successi: oggi, sul traguardo, l’ indice di Elia era puntato verso il cielo, gesto delicato e toccante dedicato a chi non c’ è più.        [….]

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viviani

Quel pomeriggio di quattro anni fa WW108

Quello del 9 maggio di quattro anni fa era un pomeriggio come tanti altri, di quelli euforici e carichi di attese tipici  delle prime giornate di corsa.

Tappa Reggio Emilia- Rapallo. Il gruppo scende tracciando scie variopinte nella penombra del Passo del Bocco.  L’ atmosfera è concitata: il traguardo non è poi lontano e le speranze di vittoria accarezzano ancora tanti.

[…]

lettera famiglia Weylandt
la lettera della famiglia Weylandt

Presto l’ articolo completo su http://www.cyclingtime.it/

Chiunque parta col Giro diventa per un mese bambino [CyclingTime]

Su Cyclingtime si assapora già la magia del Giro; date un’ occhiata al mio pezzo d’ apertura

“Ci eravamo lasciati circa un anno fa. Meno ventuno giorni.  Il clamore delle celebrazioni in onore del trionfatore era andato mano a mano affievolendosi,  il sipario calava sull’ ennesima edizione del Giro d’ Italia. Ci eravamo lasciati, noi popolo del ciclismo,  in preda a quel solito senso di malinconia che ogni anno si ripresenta puntuale. Rimasti lì come bambini che, immersi nella magia di un racconto giunto alla sua conclusione, subito vorrebbero che il narratore ricominciasse da capo. Lì, come d’ improvviso destati da quell’ euforia rosa che solo il Giro sa suscitare e dalla quale ci eravamo, per tre settimane, lasciati rapire con l’ animo in festa………”

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Nuovi progetti. Stay tuned

Sono passati diversi mesi senza che un nuovo post comparisse su questa pagina.

La passione per questo sport e il desiderio di condividere pensieri ed emozioni suscitate tanto dalle imprese quanto dalle storie più semplici legate ai suoi protagonisti sono gli stessi di sempre.

TheCyclingOfLife, dunque, cambia grafica….. ed annuncia la collaborazione con la redazione di http://www.cyclingtime.it/    durante l’ edizione del Giro d’ Italia che si appresta a partire; nella sezione Grandi Giri si respirerà l’ atmosfera più poetica e sognante della Corsa Rosa…forse distante dalla quotidianità della competizione fatta di risultati, classifiche e prestazioni. Ma se è vero che

Il ciclismo è il massimo di possibilità poetica consentita al corpo umano (Alfredo Oriani)

durante questi ventuno giorni di corsa, cercheremo di approfondire i temi che fanno di questo sport un meraviglioso ossimoro capace di unire la durezza della fatica all’ impalpabilità della poesia.

Concedeteci di sognare.

Stay tuned